Archivio per Settembre, 2008

Morales contro gli Usa: appoggiano gli autonomisti

Scontri a Santa CruzI primi tre morti sono arrivati giovedì. Ma la situazione in Bolivia, è tesa da giorni. E gli ultimi accadimenti lasciano intendere che non si distenderà a breve. Lo scontro è tra i sostenitori e gli oppositori del presidente Evo Morales, che ha contro di sé i governatori di quattro regioni: Santa Cruz, Tarija, Beni e Pando sono i dipartimenti autonomisti della cosiddetta Mezzaluna orientale, che da tempo si oppongono alle politiche del governo centrale.Ma dietro l’opposizione interna a Morales, potrebbe celarsi l’aiuto degli Stati Uniti, che non hanno mai visto di buon occhio l’ascesa al potere del presidente indio. Per questo Morales, esasperato dalla sorta di guerra civile che lo sta sfiancando, ha preso una decisione lapidaria: cacciare l’ambasciatore americano da La Paz. Philip S. Goldberg è accusato di essersi immischiato negli affari interni del paese, visto che ha incontrato alcuni esponenti del movimento autonomista: «Non vogliamo – ha detto Morales – che qui ci sia gente che cospira contro la democrazia». Per questo, ha aggiunto, «senza timore per nessuno, senza timore per l’Impero, davanti al popolo boliviano dichiaro il signor Goldberg, ambasciatore degli Usa, persona non gradita».Washington ha reagito definendo prive di fondamento le accuse mosse al diplomatico, e aggiungendo che la decisione «danneggia gravemente i rapporti bilaterali tra i due paesi».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78923

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Inghilterra: dopo il fallimento di XL, a rischio l’intero settore viaggi

Il crollo del tour operator inglese XL oltre a mettere migliaia di dipendenti di fronte allo spettro del licenziamento, ha abbandonato all’estero circa 90mila turisti in numerose località del globo. I 21 aerei della compagnia restano a terra. Proprio l’impossibilità di sostenere i costi per far volare la flotta ha spinto la XL, terza compagnia turistica della Gran Bretagna, a portare i libri contabili in tribunale.Le autorità dell’aviazione civile britannica stanno organizzando il rientro dei cittadini con vari metodi, dalla sistemazione a bordo di aerei con posti liberi a voli charter organizzati appositamente e presi dalla British Airways, dalla Thompson, dalla Easyjet e altre compagnie; saranno necessari centinaia di voli. 67mila viaggiatori avevano prenotato direttamente con la XL, altri 23mila per il tramite di altre compagnie.La Virgin Atlantic ha offerto speciali tariffe per i passeggeri che dovranno rientrare da aeroporti in Florida e nei Caraibi. Forse altre 30 aerolinee potrebbero fare bancarotta entro la fine dell’anno per colpa dei prezzi del petrolio e della recessione economica; è l’allarme lanciato dall’amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh, nel giorno in cui il settore turistico in Gran Bretagna trema sotto il crollo della terza compagnia inglese nel ramo, la XL, che ieri ha inchiodato a terra la sua flotta aerea e ha depositato i libri in tribunale. La crisi Alitalia si svolge in questo contesto, mentre il prezzo del petrolio risale anche a causa dell’uragano Ike nel golfo del Messico e in Gran Bretagna centinaia di migliaia di turisti già in viaggio o ancora a casa vedono stravolte le loro vacanze.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78974

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Massacro di un nero «Razzisti no, però…»

È noto che l’incipit di buona parte dei discorsi razzisti è «Io non sono razzista però…». La locuzione appartiene al linguaggio quotidiano. È la premessa a tanti ragionamenti sull’indole degli zingari, sull’eccessiva presenza di ambulanti senegalesi nelle spiagge, sulle difficoltà di pronuncia delle colf filippine. Lamentazioni variamente xenofobe. Ma in questi giorni, per la prima volta, è stata estesa all’omicidio volontario. In effetti è possibile che una frase venga pronunciata senza aver presente il contesto in cui viene udita. Esistono poi le coincidenze.Può succedere, in effetti, che qualcuno gridi «Che dio ti fulmini!» e che, proprio in quell’istante, un fulmine incenerisca il suo interlocutore. In un caso del genere sarebbe un azzardo attribuire poteri soprannaturali all’autore della maledizione. Dunque può succedere che qualcuno gridi ‘negro di merda’ e che poi, spinto da un impulso autonomo, comunque estraneo a sentimenti razzisti o xenofobi (per esempio animato dal desiderio di riprodurre un movimento del baseball) impugni una spranga e la dia in testa proprio a un ‘negro’ ammazzandolo. D’altra parte, la possibilità che un proposito manifestato verbalmente sia disgiunto dall’azione costituisce il fondamento teorico del «non razzismo però» e anche del linguaggio politico nazionale. Se così non fosse, in qualche procura della Repubblica sarebbe in corso un procedimento penale nei confronti di Umberto Bossi per costituzione di banda armata («Abbiamo trecentomila martire pronti a battersi, i fucili sono sempre caldi», 29 aprile 2008).

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79059

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Un’idea cilena – Fronte del video

I Tg sono ormai diventati cataloghi di sempre nuovi reati e nuove pene, in offerta speciale per produrre l’effetto salvifico di sanare tutti i mali del Paese. Caso a parte quello della panacea invocata dai leghisti: il federalismo fiscale, che dovrebbe fare il miracolo di diminuire le tasse al Nord senza aumentarle al Sud e senza ridurre sul lastrico lo Stato italiano, di cui peraltro loro se ne fregano. Ma da qualche parte i soldi dovranno pur venire e si capisce benissimo dove andranno a finire. È come per Alitalia: i costi li paga il contribuente e l’affare lo fanno gli amichetti di cordata, che avranno chissà quali e quanti benefici dall’aver sostenuto Berlusconi nel finto salvataggio della bandiera. Intanto, l’opinione pubblica (da tempo privatizzata) viene opportunamente depistata e scatenata contro sempre nuovi nemici: in primis i pm, poi le prostitute che da millenni già scontano la loro pena. Ma l’ultimo grido della moda è costruire celle di detenzione direttamente negli stadi; un’idea così cilena che sembra partorita dalla mente di Maurizio Gasparri.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78963

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Iran, scossa di magnitudo 6,1 al Sud. Tre morti e venti feriti – Cronaca

Sarebbe di tre morti e 22 feriti il bilancio del sisma che ha colpito il sud dell’Iran. Lo ha annunciato il direttore della Difesa civile iraniana attraverso la tv di stato di Teheran. Lo stesso direttore ha detto che «nonostante la forza del sisma, pensiamo che il numero delle vittime sarà basso» rispetto ad altri analoghi terremoti che hanno colpito il paese. Secondo il centro sismologico, il sisma di magnitudo 6,1 avvertito alla 15.15 ora locale ha avuto come epicentro una zona a 1.350 chilometri a sud della capitale Teheran, nella regione petrolifera di Bandr Abbas. L’emittente televisiva statale ha detto che il terremoto ha causato l’interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica nell’Isola di Qeshm che si trova nel Golfo persico, e che non sarebbero per il momento giunte notizie su vittime. Anche il Centro di rilevamento geologico Usa ha registrato il terremoto. Nel suo sito web ha affermato che ha avuto magnitudo 6,1. Dall’altra parte delle acque del Golfo, residenti a Dubai e dei vicini Emirati hanno riferito di aver avvertito la scossa. Il sisma ha provocato una fuga degli impiegati dai loro uffici nei grattacieli che disegnano lo Skyline del piccolo emirato-stato arabo. La Difesa civile di Dubai ha reso noto di avere ricevuto diverse chiamate da residenti in stato di panico che riferivano di letti tremanti e mobilia rovesciata sul pavimento per la forza del sisma. «Il mio letto sbatteva contro il muro», ha detto Rheanne Anderson, un’insegnante canadese residente nel vicino emirato Raas al Khaimah.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78886

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