Brescia e la disfida del cricket Vietato lo sport dei pachistani

A Campo Marte, nel quartie­re di San Polo, al parco Tarello e in qualunque area verde di Brescia l’immagine di giocato­ri con la pelle scura impegnati a lanciarsi la pallina e a respin­gerla con la caratteristica maz­za piatta è ormai una consue­tudine.

Su tutta la penisola soffia un vento di divieti e prescri­zioni, di sindaci dall’ordinan­za facile e il documento in di­scussione a Brescia sta nel bel mezzo di questo mainstream.

Viene vietato l’uso delle altale­ne ai maggiori di 14 anni, vie­ne regolamentato il modo di parcheggiare la bicicletta e vie­ne vietata la pratica di qualun­que sport (tutti, anche il cal­cio) in ogni area non apposita­mente attrezzata.

Il contestato articolo sem­bra dettato da un criterio di buon senso, ma Fabio Rolfi, vi­cesindaco leghista con delega alla sicurezza, fa intendere che il cricket c’entra parec­chio: «I nostri vigili ricevono decine di telefonate di perso­ne nei parchi infastidite dai praticanti del cricket o che vengono colpite dalla pallina.

Fonte:
http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_23/cricket_vietato_277b5e08-4770-11de-ac74-00144f02aabc.shtml

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