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Guidolin e la A: «Per i sogni c’è tempo»

Il cronista, osservando il ruolino di marcia del Parma, non può che parlare di promozione: basti pensare che delle cinque ‘gare terribili’ in trasferta il Parma ne ha vinte tre (Empoli, Triestina e Bari) e le altre due le deve ancora disputare (Livorno e Sassuolo).

E i marchigiani, come altre squadre, arrivano al Tardini ’spensierati’, con tanta voglia di fare bene e di mettersi in mostra ma senza l’assillo di dover raccattare punti.

Per questi motivi siamo ancora in cantiere, continuiamo con i progetti, con le prove, vedo che i ragazzi le seguono, si impegnano e se siamo in questa posizione di classifica è per merito loro».

«Sul futuro non c’è nulla da discutere, è tutto chiaro: se non dovesse arrivare la promozione il contratto per l’anno prossimo è come se non esistesse, mentre se dovessimo salire in A, il contratto è già fatto.

Fonte:
http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/6/17389/Guidolin_e_la_A:_%C2%ABPer_i_sogni_c%C3%A8_tempo%C2%BB.html

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Trent’anni per ritrovare 2.500 morti dimenticati

(…) voler ignorare. Sono vittime appartenenti alla Guardia Nazionale Repubblicana, alle Brigate Nere, all’Esercito, alla Marina, all’Aeronautica, alle Forze dell’ordine e tanti, tanti civili, uomini e donne, caduti per la causa della Repubblica Sociale Italiana.«Quando da ragazzino vedevo le lapidi con i nomi dei partigiani – spiega Pierfranco Malfettani – cercavo anche persone che non c’erano. Eppure erano morte in quegli anni di guerra. Allora mi chiedevo perché nessuno si voleva ricordare di loro. Poi ho cominciato, spinto da una puntigliosa curiosità, ad annotare nomi, partendo da lontani parenti, conoscenti, antichi vicini di casa, ricostruendo piano piano una storia che era stata fino ad allora ignorata. Oggi ne faccio una questione di giustizia, non politica o ideologica, solo di giustizia. Stiamo parlando di morti, tutti figli della stessa nazione ed è giusto che siano in qualche modo ricordati».Man mano che l’agenda si arricchiva di nomi, fatti e documenti, il lavoro di Malfettanti ripercorreva in ambito locale la strada compiuta da Fra’ Ginepro da Pompeiana, cappellano militare fascista, che negli anni ’50 redasse il suo «Martirologio italico», registrando decine di migliaia di morti in tutta Italia. O ancora trovava ispirazione nell’opera dell’ex senatore del Movimento sociale italiano Giorgio Pisanò, autore di «Storia della guerra civile in Italia» e «Gli ultimi in grigioverde».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295608

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Evans, chi è l’«italiano» che ha il Tour in tasca

In questo Tour dove si parla tanto l’italiano e di italiani, anche la maglia gialla ha a che vedere con il Belpaese. Cadel Evans è considerato a tutti gli effetti l’australiano d’Italia, perché in Italia ha vissuto e nel nostro paese ha conosciuto Chiara Passerini, varesina, diplomata in pianoforte all’accademia musicale di Crosio Della Valle «…è bravissima: se non teniamo le finestre aperte i vicini si arrabbiano», dice lui con quel sorriso franco e sincero.Lui in Italia ha trovato l’amore ma si è innamorato anche del ciclismo. Prima di approdare al professionismo, però, è stato un ottimo biker: podi iridati e coppa del mondo nel mountain bike. Poi, nel 2001, il passaggio dal fuoristrada alla strada con l’italianissima Saeco, al fianco di Cipollini e Savoldelli. Poi passa alla Mapei di patron Giorgio Squinzi «una squadra che io non avrei mai lasciato se non fosse che sono stati loro a decidere, purtroppo, di lasciare il ciclismo», dice l’ex ragazzo di Melbourne, che vestì per un giorno la maglia rosa (Giro del 2002) «l’esperienza sportiva più bella della mia vita, prima di vestire l’altro ieri la maglia gialla». Due anni neri alla Telekom e infine l’approdo alla belga Lotto, con una crescita costante. «Qui ho trovato il mio ambiente, qui ho trovato Roberto Damiani (tecnico italiano, come il preparatore: Aldo Sassi, del Centro Mapei, ndr) e con lui sono davvero cresciuto, come uomo e come atleta.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276441

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Napoleone, ci mancava solo la piramide di Marengo…

Carissimo Granzotto, non sarebbe mia intenzione versare sale sulle sue ferite ma le devo comunicare che presto nella mia Lisondria (Alessandria) sorgerà la piramide che Napoleone aveva in mente di elevare in memoria della vittoria di Marengo, progetto che, dopo la posa della prima pietra da parte del generale del Genio Chasseloup Lubat, non ebbe seguito. Due secoli dopo, grazie all’interessamento dell’amministrazione provinciale la piramide, su disegni originali dell’epoca, finalmente sorgerà nel cortile di Villa Delavo, sede del nuovo «Museo della battaglia di Marengo» che la invito a visitare.No! Ancora lui, il Bonaparte! Però il museo lo verrò a visitare, giuro. Mi piacciono i luoghi delle battaglie, si sente forte il profumo della storia (ora non vorrei sembrare insistente: mi duole assai per i pacifisti, ma la storia è storia di guerre). Marengo, poi, è esemplare perché è lì che si consolida il mito italico di Napoleone. Per il solo fatto che (ri)cacciò gli austriaci lo portammo in trionfo come colui che ci aveva «liberato» (le nostre guerre «di liberazione» non si contano). E invece, al solito, come era prassi secolare, un minuto dopo averci liberato il liberatore indossava i panni del nuovo padrone. È curioso, ma fra le decine di liberatori transitati sul patrio suolo l’unico che contribuì (grandemente, vedi Solferino) a liberarci a titolo grazioso, senza pretendere poi di dettar legge o di farsi incoronare, fu l’altro Napoleone, il Terzo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275559

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Haydn e Mozart secondo Coin

Oggi. Nella chiesa di San Vittore Maccagno, alle 21, musiche di Mozart con l’orchestra dei Pomeriggi Musicali.Domani. All’Accadmia Litta, alle 21, il violoncellista Christophe Coin e l’Ensemble dell’Accademia Litta diretta da Carlo De Martini interpretano Haydn e Mozart.Giovedi. In S. Pietro e Paolo ai Tre Ronchetti, di via Manduria stasera alle 21, Luci e ombre del ’700 con Andrea Chezzi, organo e clavicembalo. Al Dal Verme, alle 21, 15.Venerdì. Per Notturni in Villa alle 21,30 appuntamento con la Civica orchestra di Fiati di Milano, diretta da Marco Bazzoli. Nel Parco di via Figino, alle 21,30 musiche e danze del Salento. Ingresso liberoSabato. Alla Scala, dopo gli scioperi, arriva Bohème, diretta da Gustavo Dudamel, nella storica regia di Franco Zeffirelli.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=274370

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