Ottobre 16, 2008
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«Pietro Maso non arriverà a lavorare a Lodi e non lavorerà nemmeno per Telepace». A spiegarlo, dopo le insistenti voci che si erano sparse ieri circa il posto di lavoro del ragazzo uscito di prigione, ci ha pensato uno dei suoi avvocati, Roberto Braguti. Il legale ha detto che il giovane ha già un impiego, anche se per il momento preferisce non dire dove per motivi di privacy. Intanto, il direttore dell’emittente don Guido Todeschini si limita a un «no comment» alla notizia di un impiego di Maso nella redazione di Lodi. L’emittente che, grazie ai legami con il Centro Televisivo Vaticano, trasmette tutte le dirette del Papa.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298348
Giugno 30, 2008
· Archiviato in news on line · Tagged chiede, dimissioni, mancino, pdl, salvapremier
Non è bastato alla maggioranza il monito del vicepresidente del Csm Nicola Mancino «alla riservatezza degli atti non ufficiali» della Magistratura. Il Pdl, dopo il parere sfavorevole dei giudici sul dl sicurezza per la parte che riguarda la sospensione dei processi ne chiede le dimissioni. «Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino deve trarre le conseguenze di quanto sta succedendo e si deve dimettere. Sarebbe un atto dovuto di elementare sensibilità istituzionale». Così il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, a proposito della fuga di notizie sulla bozza di parere negativo del Consiglio alla norma che blocca i processi, inserita nel decreto sulla sicurezza, considerata come «un’amnistia occulta». Berselli spiega che il problema non è «il merito del parere che è legittimo ed è previsto da una legge dello Stato del 1958» ma «le indiscrezioni che trapelano riportate da tutti i giornali che – precisa Berselli – screditano direttamente il presidente del Csm che è il Capo dello Stato e ha la funzione di promulgare le leggi». Per Berselli «si tratta di un atto di assoluta, gravissima scorrettezza istituzionale verso il Quirinale» dunque. Al presidente della commissione giustizia al Senato, infatti, non basta, dice, apprendere dai giornali che «Nicola Mancino è infuriato per le indiscrezioni» finite sulle stampa.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76617
Giugno 30, 2008
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Dopo Edoardo Sanguineti e Luciano Erba, quest’anno è stato il tedesco Hans Magnus Enzensberger a ricevere la «cittadinanza poetica» di Parma. Un’iniziativa che ha coronato il festival Parma Poesia, che chiusosi ieri dopo un’intensa settimana di incontri, reading e dibattiti. La scelta di Enzensberger non poteva essere migliore. Classe 1929, quando nel 1957 esordì con la raccolta poetica Difesa dei lupi, lo scrittore Alfred Andersch lo definì «il giovane arrabbiato che mancava dai tempi di Brecht». Erano, quelle (come anche le successive), poesie caratterizzate da un intenso sperimentalismo linguistico. Ma proprio attraverso la poesia Enzensberger svilupperà, negli anni seguenti, una serrata critica nei confronti della società dell’opluenza e del benessere economico. Negli ultimi anni è spesso tornato a interrogarsi sul ruolo e sul significato della poesia nel mondo contemporaneo, come ha fatto un paio d’anni fa, con leggerezza e ironia, in un aureo libretto scritto insieme con Alfonso Berardinelli e pubblicato da Einaudi: Che noia la poesia. Pronto soccorso per lettori stressati. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo i saggi Il perdente radicale (2007) e il più recente Nel labirinto dell’intelligenza (2008), usciti entrambi da Einaudi. Enzensberger, lei ha più volte sostenuto un’idea «ecumenica» di poesia, forse per togliere a quest’arte quell’aura sacrale che tende ad allontanare le persone.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76577