Settembre 17, 2008
· Archiviato in news usa · Tagged cronaca, feriti, iran, magnitudo, morti, scossa, sud, tre, venti
Sarebbe di tre morti e 22 feriti il bilancio del sisma che ha colpito il sud dell’Iran. Lo ha annunciato il direttore della Difesa civile iraniana attraverso la tv di stato di Teheran. Lo stesso direttore ha detto che «nonostante la forza del sisma, pensiamo che il numero delle vittime sarà basso» rispetto ad altri analoghi terremoti che hanno colpito il paese. Secondo il centro sismologico, il sisma di magnitudo 6,1 avvertito alla 15.15 ora locale ha avuto come epicentro una zona a 1.350 chilometri a sud della capitale Teheran, nella regione petrolifera di Bandr Abbas. L’emittente televisiva statale ha detto che il terremoto ha causato l’interruzione dell’erogazione dell’energia elettrica nell’Isola di Qeshm che si trova nel Golfo persico, e che non sarebbero per il momento giunte notizie su vittime. Anche il Centro di rilevamento geologico Usa ha registrato il terremoto. Nel suo sito web ha affermato che ha avuto magnitudo 6,1. Dall’altra parte delle acque del Golfo, residenti a Dubai e dei vicini Emirati hanno riferito di aver avvertito la scossa. Il sisma ha provocato una fuga degli impiegati dai loro uffici nei grattacieli che disegnano lo Skyline del piccolo emirato-stato arabo. La Difesa civile di Dubai ha reso noto di avere ricevuto diverse chiamate da residenti in stato di panico che riferivano di letti tremanti e mobilia rovesciata sul pavimento per la forza del sisma. «Il mio letto sbatteva contro il muro», ha detto Rheanne Anderson, un’insegnante canadese residente nel vicino emirato Raas al Khaimah.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78886
Giugno 30, 2008
· Archiviato in news usa · Tagged berlusconi, dolo
Quando il Lodo Schifani-bis, anzi il Lodo Alfano, anzi il Dolo Berlusconi sarà sulla Gazzetta Ufficiale, l’Italia sarà l’unica democrazia al mondo in cui quattro cittadini sono «più uguali degli altri» di fronte alla legge. Un privilegio che George Orwell, nella «Fattoria degli animali», riservava non a caso ai maiali. E che, nell’Italia del 2008, diventa appannaggio dei presidenti della Repubblica, del Senato (lo stesso Schifani), della Camera e soprattutto del Consiglio. I massimi rappresentanti delle istituzioni, che nelle altre democrazie devono dare il buon esempio e dunque mostrarsi più trasparenti degli altri, in Italia diventano immuni da qualunque processo penale durante tutto il mandato, qualunque reato commettano dopo averlo assunto o abbiano commesso prima di assumerlo. Compresi i reati comuni, ‘extrafunzionali’, cioè svincolati dalla carica e persino dall’attività politica. Anche strangolare la moglie, anche arrotare con l’auto un pedone sulle strisce, anche stuprare la colf o molestare una segretaria. O magari corrompere un testimone perché menta sotto giuramento in tribunale facendo assolvere un colpevole. Che poi è proprio il caso nostro, anzi Suo. Come scrisse il grande Claudio Rinaldi sull”Espresso’ a proposito del primo Lodo, «un’autorizzazione a delinquere». La suprema porcata cancella, con legge ordinaria – votata in un paio di minuti dal collegio difensivo allargato del premier imputato, che ha nome ‘Consiglio dei ministri’ – l’articolo 3 della Costituzione repubblicana.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76676
Giugno 30, 2008
· Archiviato in news usa · Tagged bologna, diritti, gay, governo, ignora, pride, umani
Sarà come sempre una festa il corteo di orgoglio lungo cinque chilometri, colorato, bizzarro provocatore che sfilerà dalle 15 di sabato a Bologna per il Gay Pride nazionale del 2008. Ma anche un corteo che non nasconde preoccupazione. Gli organizzatori, infatti, non nascondono un po’ di amarezza per il clima politico del Governo. «Il clima politico-sociale non è dei migliori – ammette Francesca Polo, presidente nazionale di Arcilesbica – è un momento delicato e non solo rispetto a noi. Basta guardare al dibattito su zingari e immigrati che è in corso. Sono cose che non possiamo ignorare. Perciò credo che sarà un Pride anche di serietà e responsabilità». Un momento di riflessione, quindi, associato a quello tradizionale di lotta e rivendicazione dei diritti civili degli omosessuali, e non solo. «Questo Governo ci ignora, e molto di più che in passato», incalza Marcella Di Folco, numero uno del movimento transessuali italiani. Ancor più netto il giudizio della leader di Arcilesbica: «Il Governo non ci ignora, ci vede ma dice che non è vero che siamo discriminati – spiega Polo – che è colpa nostra perché siamo eccentrici. Quindi piuttosto la sua è una censura». Al di là delle sfumature, di certo il mondo gay non abbasserà la guardia. «A questo punto dovremo fare una grande rivoluzione alla Gandhi – annuncia Di Folco – continua e non armata, li dobbiamo sfinire per far capire che non siano innaturali, noi siamo naturalissimi così».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76681